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mercoledì 5 agosto 2020

IL RAGAZZO DI GIONA:IN UNA GIORNATA DI SILENZIOSA LOTTA

IL RAGAZZO DI GIONA: IN UNA GIORNATA DI SILENZIOSA LOTTA 

 

Ciao a tutti. Sono io, il ragazzo di Giona.

Sono qui a raccontarvi come la vita ci sappia sorprendere, come l’amore ci sappia sorprendere: come Giona stessa sappia farlo.

Sono qui a vivere forte, senza tregua, in un condominio di una città che non conosco, o almeno, non come vorrei veramente. Sono qui ad ascoltare i silenzi e a scrivere un documento in Microsoft Word: qualcosa che per chi mi conosce bene sembrerebbe quasi impossibile.

Non fosse che… beh: sono qui, a farlo, proprio in questo momento. Un momento piuttosto strano, in cui la comunicazione è cessata d’esistere, dove non esiste più alcuna possibilità di dialogare, quasi come se quelle stesse parole fossero diventate muri. Muri capaci di creare uno sbarramento tra lei e le persone che le stanno attorno. E quando questo accade, non hai più la possibilità di parlarci, di dialogarci. Non hai nessuna strategia capace di farti andare oltre quella barriera: la coltre barriera che cinge il suo cuore. Un cuore grande, prezioso, forte e fragile allo stesso tempo. Un cuore che ricorda tutto: cicatrici del passato, nostalgie perverse e gioie del miserabile presente e del speranzoso futuro.  

 

Ho conosciuto Giona cinque anni fa, o qualcosa del genere: devo dire che la mia memoria non è molto buone e con Giona il concetto stesso di tempo perde consistenza. Con lei è tutto quanto forte e il cuore si trova a correre a rotta di collo per la strada della vita quando sei accanto a lei.

Potrei usare tante parole per parlare di lei e ne ho usate fin troppe forse: ma la prova più grande che ho di quanto sia, è il fatto stesso di essere dove mi trovo.

Sì, si dice spesso che l’amore sia tante cose e con Giona le sto vivendo tutte: coraggio, lealtà, pazienza e anche sofferenza. Sì, sto vivendo tantissimi sentimenti tutti differenti, forti e vividi come il suo cuore. Sentimenti che sono trame di quell’unico grande regalo del cielo che è l’amore, che è lei per me. Un regalo grande grande parte della stessa vita.

 

Da qualche tempo mi sono trasferito a Rovereto, dove sto provando a trovare un po’ di indipendenza, di pace. Le due cose sono connesse per me: infatti anche per questo forse ho rimandato più di quanto avrei dovuto, per così dire, questo momento. Un momento grande unico, in un certo senso. Al contempo, difficile e doloroso. Un po’ come tutti i grandi percorsi della vita.

Ho il mio bagaglio di difficoltà e sembra che la vita mi stia invitando ad esporle, a tirarle fuori una dopo l’altra, col coraggio di chi non ha una soluzione a portata di mano, davanti alla persona che ama, alla quale vorrebbe a volte far vedere solamente il meglio di sé. Anche se non è possibile. Non è giusto forse, perché la vita, infondo, è fatta di tutto: felicità difficoltà, coraggio e paura, gioia e sofferenza. E non potrebbe essere altrimenti. 

Sarà per questo che il cielo forse, la vita, cerca di non farci perdere occasione per dimostrarci quanto siamo fragili: spingerci a farlo verso gli altri, soprattutto chi amiamo. Perché sia poi possibile trovare il coraggio vero in un abbraccio: quello di chi sa guardarti dentro conoscendo bene i tuoi limiti. Quegli stessi limiti con cui lei, con la sua stessa semplicità e dolcezza disarmante, ti costringe a fare i conti, ti costringe a confrontarti. E quanto dolore, quanta sofferenza, quanta paura ho sentito in quei momenti? Tanta, troppa forse. La stessa che però mi ha insegnato ad essere un uomo, che mi ha insegnato, a fare i patti, a tu per tu, con me stesso, con la parte più fragile di me. Lei è stata la ragazza, la Donna, che mi ha fatto capire che la vita, a volte, ci costringe dolorosamente, a dover effettuare scelte, prendere decisioni, con cui non avresti mai voluto avere a che fare.

Giona sì è una donna dal cuore grande, con le idee chiare e con tanti sogni nel cassetto che giorno per giorno sogna di realizzare. È una donna perspicace, da una determinazione fuori dal comune: quando si mette in testa una cosa, la vuole realizzare a tutti i costi, anche quando provi a farle capire che facendo di testa sua non otterà il suo obbiettivo, anche quando, in qualche modo, provi a contraddirla non c’è verso di farle cambiare idea. Ed è forse anche per questo che la amo per come è: perché sa sempre mettere il cuore al centro di ogni cosa, ogni insignificante cosa.     

 

Sono il ragazzo di Giona, ma contrariamente a quanto accade in certi film, o certi libri, non sono. Sempre e solo artefice della sua felicità. Spesso ci siamo scambiati dolore, spesso ha piovuto dai suoi occhi: lacrime d’amore, di rabbia, di pazienza, di stanchezza. Eppure, siamo qui, gomito a gomito con la vita, con le sue sfide che ogni giorno ci forgiano e ci spingono a cercare di conoscerci, di comprenderci, di capirci sempre di più.

Con Giona sto imparando che l’amore è qualcosa da vivere e costruire giorno dopo giorno, Insieme: non è mai qualcosa che si può considerare raggiunto, conquistato, è qualcosa per cui si lotta giorno per giorno, per conoscere, per comprendere almeno un pochino, anche se alla fine non resta che vivere: vivere fino infondo. Non resta che affidarsi a quel mare di sentimenti, a quell’infinità di emozioni che travolge il cuore e la mente,lasciandoci spaesati quasi, giorno dopo giorno, stupendoci di quanto sia meravigliosa, la vita, questa vita.

 


Enrico Mioso

giovedì 25 giugno 2020

TIRARE FUORI IL CUORE

La verità è che a volte per entrare nelle vite delle persone ci vuole delicatezza, ci vuole amore. La verità è che ci vuole attenzione. Bisogna entrare in punta di piedi, aspettare. Aspettare che le persone ti diano il permesso. Aspettare che le persone si fidino di te. Ci vuole coraggio per fidarsi, per aprirsi, per essere se stessi. Ci vuole coraggio per accogliere l’altro. Ci vuole coraggio per guardarlo per com'è.  Ci vuole coraggio per entrare nella sua vita, accetandosi, senza giudizio. Ci vuole coraggio per guardarlo con occhi diversi. Ci vuole coraggio per andare oltre i suoi limiti, oltre le sue stesse difficoltà. Ci vuole coraggio per sorridere ha un cuore che continua a muoversi dentro a quel mare: il mare della vita. Ci vuole coraggio per non ferire, per non fare male, per guardarsi dentro. Guardarsi in fondo. Guardarsi per quello che sia. Perciò, vi prego, siate voi stessi. Tirate fuori il vostro cuore, guardatelo, guardate quanto è bello. Vivetelo col cuore. Non nascondetelo. Nasconderlo fa male, fa tanto male perché prima o poi lui ti chiederà di  tirarsi fuori, ti chiederà di prenderlo in mano di guidarlo verso la strada della vita. Perché vivere in fondo significa amore. Amare se stessi e chi ci sta accanto.

l'inesorabile forza dell'amore può tutto!!!

Ci sono storie che incominciano prima che tu possa imaginare: nascono dal cuore e ti riempiono d'amore. lo stesso che senti nei confront...